La nostra storia

La Feneal nasce il 22 settembre 1951, diciotto mesi dopo la creazione dell’Unione italiana del lavoro, federazione nazionale di sindacati di ispirazione riformista.
Il suo primo Congresso Nazionale, tenutosi a Potenza, diede alla luce una organizzazione di categoria che intendeva difendere gli interessi dei lavoratori che operavano nelle imprese impegnate nel settore delle costruzioni.

In origine il nome era FENEA, raccogliendo le iniziali di Federazione Nazionale dei Lavoratori Edili ed Affini. A Potenza  poté contare sull’ampia presenza di un folto gruppo di delegati, provenienti da molte province italiane, ma dovette anche fare fronte all’assenza di tanti altri, impediti alla partecipazione per la mancanza di risorse materiali, ossia per l’impossibilità di sostenere le spese di viaggio e di soggiorno.

Da subito la FENEA si rivelò essere un sindacato che nonostante le numerose difficoltà era già in grado di organizzare una categoria di lavoratori quali quelli edili, sottraendoli così dall’influenza monopolizzante sia delle organizzazioni di stampo comunista che di quelle di impostazione confessionale.
Fin dal primo congresso la FENEA pose pertanto al centro della sua attenzione non solo i problemi della ricostruzione post bellica ma anche e soprattutto quelli, a tutt’oggi più che mai attuali;
 

  • della tutela economica dei lavoratori,
  • dello sviluppo dell’occupazione,
  • di migliori condizioni di lavoro,
  • dell’incremento dei salari,
  • della diffusione delle forme di previdenza
  • e più in generale, dell’estensione del diritto del lavoro.

Non era estraneo all’ordine delle priorità dell’azione sindacale, anche la questione dello sviluppo equilibrato del patrimonio edilizio. Fu quindi da subito lotta nei confronti di quegli imprenditori che si avvantaggiavano della precarietà e dello sfruttamento dei loro dipendenti così come della diffusa irregolarità in campo urbanistico.

Nel corso del terzo Congresso Nazionale (tenutosi nel 1958) la FENEA si trasformò in FENEAL, incorporando i lavoratori del settore del legno. Al Congresso partecipò per la prima volta un rappresentante della segreteria ICFTU, la confederazione mondiale dei sindacati liberi, che raccoglie ben 241 organizzazioni provenienti da 156 paesi. L’Europa da subito costituì per la Feneal un orizzonte imprescindibile.

Nel corso degli anni Sessanta l'impegno dell’organizzazione fu orientato soprattutto all'estensione delle Casse edili quali strumenti di sostegno al reddito dei lavoratori del settore. Si giunse così, dopo non pochi scioperi e non facili trattative, alle quarantotto ore settimanali, all’introduzione della Cassa integrazione guadagni oltre a sostanziali incrementi salariali.

Nel quinto Congresso (1969) gli obiettivi fissati per il rinnovo dei contratti comprendevano le quaranta ore su cinque giorni lavorativi, a parità di salario; l’eliminazione delle gabbie salariali; il riconoscimento del sindacato quale unico agente contrattuale a livello nazionale; il pieno esercizio dei diritti sindacali. Sull’onda delle lotte sindacali anche nel settore edile nacque in quegli anni la Federazione Unitaria, condivisa con la Cgil e la Cisl, che avrà vita sino al 1984.

Nel corso di quasi sessanta anni di vita la Feneal è cresciuta nel numero di iscritti, diventando una interlocutrice delle associazioni imprenditoriali e delle aziende, come delle pubbliche amministrazioni, ed in modo particolare dei Ministeri del Lavoro, dei Lavori Pubblici, di quello dell'Industria, della Sanità e - a livello territoriale - di tutti gli Enti locali, sia amministrativi che economici, come anche delle Regioni.

Il 4 dicembre 2009 si è celebrato a Bari il 4° congresso regionale della Feneal di Puglia, il precedente Congresso fu organizzato nell’ormai lontano maggio del 1989.

Dopo 20 anni di coordinamento si è ripristinato un livello organizzativo essenziale per affrontare le nuove sfide che si presentano a livello territoriale e con lo scopo di costituire la necessaria interfaccia per sostenere al meglio le sfide derivanti dal decentramento dei poteri dello stato alle regioni.

Le forze sindacali sono attese da un periodo di profonde mutazioni nel mondo del lavoro che coinvolgeranno direttamente il modo di fare sindacato per intercettare le nuove, mutevoli ed avvolte contrapposte esigenze di tutela dei lavoratori.

La Federazione Regionale con questa nuova fase ha assunto una sua propria fisonomia, ispirata da un rinnovato equilibrio tra le federazioni provinciali per la realizzazione di una gestione effettivamente collegiale, specie nella definizione delle linee di politica sindacale ed organizzativa, valorizzando al meglio uomini ed idee.